Sulla tenda di Ecuba, prigioniera dei Greci che hanno conquistato Troia e ora sostano in Tracia, aleggia un fantasma. E' l'ombra di Polidoro, figlio della regina e di Priamo, ucciso per cupidigia di
denaro (e lasciato insepolto) dal principe Tracio Polimestore che doveva invece proteggerlo. Polidoro parla della propria triste fine e della fine che attende sua sorella Polissena: verrà scannata
sulla tomba di Achille. Dalla tenda esce Ecuba atterrita da un incubo foriero di sventura: il Coro la informa della decisione dei vincitori di immolare Polissena.
Un patetico incontro madre-figlia è interrotto da Odisseo venuto a prelevare la vittima. Le lucide, commosse, dalle esasperate parole di Ecuba per salvare Polissena cadono nel vuoto: ma è la
giovane stessa a chiedere al suo carnefice di essere portata via. All'accasciata Ecuba si presenta l'araldo Taltibio: la invita, a nome dei capi greci, a provvedere alla sepoltura di Polissena e riferisce
anche come nobilmente essa abbia affrontato il proprio destino. La regina si esalta ed esalta la grandezza d'animo della figlia, dà disposizioni per le esequie.
Un'ancella le porta la notizia che Polidoro è morto, gliene mostra il corpo. Ecuba intuisce subito chi abbia assassinato il giovane e il perché del crimine (sete di denaro): chiede al capo dei greci, ad
Agamennone, mano libera contro il colpevole e la ottiene. Convoca allora nella propria tenda Polimestore, facendogli balenare l'idea di un tesoro nascosto, e lo prega di portare con sé i figlioletti.
Bloccato dalle Troiane, il sovrano assiste impotente all'uccisione delle sue creature e viene, poi accecato. Chiederà ad Agamennone di concedergli vendetta: addurrà per il proprio crimine ragioni
politiche (eliminazione di un futuro, probabile nemico), ma senza convincere il suo alleato greco. Profetizza allora l'atroce sorte che attende sia Ecuba, destinata a trasformarsi in cagna, sia
Agamennone, che al suo ritorno ad Argo verrà ucciso con una scure dalla moglie Clitennestra. Agamennone ordina che Polimestore sia gettato su un'isola deserta. |