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Nel
1780 il vescovo Alagona inaugurò il Museo del Seminario divenuto,
nel1808, Museo Civico presso l'Arcivescovado. Un decreto regio del
17 giugno 1878 ne sancì la nascita come Museo Archeologico Nazionale
di Siracusa, inaugurato nel 1886 in piazza del Duomo. Dal 1895 al 1934
Paolo Orsi diresse il Museo di Siracusa, ma la crescita della raccolta
condusse alla progettazione di un nuovo spazio, nel giardino di villa
Landolina. L'architetto F. Minissi ha disegnato il nuovo museo,
inaugurato nel gennaio 1988, su due piani espositivi (9.000 mq.), di cui
momentaneamente solo uno è visibile al pubblico, ed un seminterrato
(3.000 mq.), dove è situato un auditorium in cui si proietta tutti i
giorni alle ore 10.30 ed alle ore 12.00 un documentario che introduce
alla visita del Museo.
Il materiale esposto, al momento, comprende reperti risalenti dalla
preistoria fino al periodo greco, i restanti ritrovamenti saranno esposti
al piano superiore.
Il piano terreno è diviso in 3 settori (A-B-C), mentre il corpo
centrale (Area 1) è dedicato alla storia del Museo e vi sono presentati
brevemente i materiali esposti nei singoli settori.
Il settore A, dedicato alla
preistoria (Paleolitico superiore-Età del ferro), è preceduto da una
sezione (Area 2) in cui vengono mostrate le caratteristiche geologiche
del Mediterraneo ed i particolari della zona Iblea. Alla fine della
sezione geologica possiamo ammirare i plastici di due elefanti nani
ritrovati nella grotta di Spinagallo a Siracusa. Alla base di ogni
vetrina del settore (Area 3 e 4) noteremo delle striscie colorate che
indicano il periodo di appartenenza degli oggetti esposti: verde scuro
(Paleolitico), viola (Neolitico), rosso (Rame), arancio (Bronzo Antico),
azzurro (Bronzo Tardo), giallo (Bronzo Finale), bianco (Ferro).
Giunti al settore B, dedicato alle colonie greche della Sicilia del
periodo ionico e dorico, possiamo osservare dei pannelli illustrativi. Il
primo ci mostra la localizzazione delle colonie greche in Sicilia e le
rispettive città di provenienza (rosso=colonie calcidesi, verde=colonie
corinzie, giallo=colonie megaresi, blu-giallo=colonie rodio-cretesi,
blu-bianco=colonie rodio-acnide). Il secondo ci mostra una foto della
Sicilia ripresa dal satellite dove è possibile individuare lungo la costa
orientale dell'isola le fondazioni elleniche e le loro sub-colonie,
mentre nella parte occidentale si notano gli insediamenti Cartaginesi. Di
rilievo si nota una statua marmorea di Kouros acefala proveniente
da Leontinoi (Lentini) datata agli inizi del V° secolo a.c. (Area 5),
resti della colonia dorica di Megara Hyblaea, resti della colonia
dorica di Siracusa: statuette votive di Demetra e Kore e una Gorgone,
proveniente dal tempio di Atena (V° secolo a.c.). All'ingresso dell'Area
7 è provvisoriamente esposta la Venere Anadiomene (colei che esce
dalle acque).
Il materiale esposto nel settore C proviene dalle sub-colonie di
Siracusa: Akrai (664 a.c.), Kasmenai (644 a.c.), Camarina
(598 a.c.), reperti di Eloro (presso Noto) (Area 8) ed ospita
inoltre reperti provenienti da altri centri della Sicilia orientale (Area
9) e da Gela ed Agrigento (Area 10).
Gli orari di visita sono i seguenti:
- Tutti i giorni
compresa la domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00; il pomeriggio
del mercoledì e venerdì dalle ore 15.30 alle ore 18.30.
- Lunedì chiuso.


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