La prima grande latomia che è parzialmente aperta al pubblico è la latomia del Paradiso (paradeisos
=parco, giardino), che è stata per anni, ed è ancora attualmente, interessata da lavori di consolidamento lungo il suo perimetro nord-orientale.
Il piano di fondo della latomia, dalla
quale vennero estratti non meno di 850.000 mc di roccia, è ora coperto dalla vegetazione di un agrumeto di vecchio impianto. Il fondo della latomia, col suo originario piano di estrazione, era
molto più profondo di quello attuale, ora ricoperto dall'accumulo di materiali alluvionali che hanno creato un pendio da sud verso nord.
Il sistema di estrazione in queste enormi cave avveniva solitamente a cielo aperto, ma al fine di ricercare
gli strati di roccia più compatta ci si spingeva in profondità (spesso le pareti superavano i 40 m. di altezza), scavando delle immense grotte al di sotto degli strati rocciosi della crosta superficiale, che
veniva sorretta da enormi pilastri risparmiati nella roccia stessa. Forti movimenti tellurici hanno causato,
nei secoli, il crollo di queste grotte più avanzate rispetto al perimetro della latomia: il grande pilastro
roccioso a breve distanza dalla parete orientale della latomia e gli immensi blocchi che sono non lontani dal limite nord-ovest della latomia sono le testimonianze di questo fenomeno.
È proprio attraversando o, meglio, sottopassando questi ciclopici massi rocciosi, fra deu ali di vegetazione ben curata, che si perviene alla più famosa delle grotte della latomia del Paradiso: quella
detta Orecchio di Dionigi. Una breve galleria recentemente ricavata nella parete est della latomia del Paradiso permette di raggiungere l'adiacente latomia dell'Intagliatella.

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